Enrico Pietrangeli

Enrico Pietrangeli

sabato 24 marzo 2012

Pietrangeli, un poeta puro


Il lessico è altalenante, si passa da /un mega al secondo/ a /nefaste rimembranze/ , dall'adrenalinica attualità alla riflessione lenta e greve; le cose migliori si trovano a metà strada: [...] angeli a più zampe o /consumavi fumetti in fretta. Le immagini materiche sono quelle che preferisco. Versi come /il giorno è una spada/ imbevuta di sangue/ li ritengo "antichi", come direbbero i teen agers dei nostri giorni che, anche se ignoranti sotto certi aspetti, si avvalgono di strumenti e conoscenze tipiche del nostro tempo che i quarantenni e i trentenni come me farebbero bene ad esplorare, anche a costo di cadere nel virtuosismo, che non è sempre una brutta cosa. A volte può essere persino divertente.
A proposito, la struttura compositiva: troppo armoniosa e densa. Le realtà in cui viviamo/esistiamo non sono nè armoniose nè particolarmente prensili.
Raffinata sensibilità estetica e umana, forte tensione religiosa, poca rabbia (forse), disprezzo, non troppo ostentato, per l'effimero in cui siamo immersi e per i suoi miti (i mercanti o l'astronave in cartapesta), un po' di moralismo della serie "nonticurardiloroepassa".
Pietrangeli, almeno in questa raccolta, appare un puro, un iconoclasta poco rumoroso. Chissà quali sono i suoi generi musicali preferiti, gli autori musicali degli anni '70 che ritiene fondamentali. Sono sicuro però che non apprezzi molto "Music Metal Machine" di Lou Reed

a cura di Renato Di Paola 





Fonte: Erroneo – recensione a cura di Renato Di Paola 


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