Questo bel libro di Enrico Pietrangeli è un viaggio nel
tempo. Il biglietto di andata, di seconda classe, è per l’epoca turbolenta
degli anni Settanta.
Quello di ritorno è per l’anno 2000, sempre in seconda classe,
ma con significative differenze: qualche comodità e qualche divieto in più.
L’immagine di quel passato che emerge dal racconto di Pietrangeli è quella di
un periodo caratterizzato dal culto del viaggio e della musica, dal desiderio
di emancipazione perseguito anche attraverso la provocazione e la
trasgressione, ma anche da impegno, partecipazione e responsabilità. Questo
romanzo ci parla “di una generazione e di una cultura … che si caratterizza per
una intelligenza del sentire aperta alla considerazione del bene comune,
nonostante i pochi soldi, le violenze sociali e tutte le insicurezze personali
e collettive inevitabilmente subite”. Lo sguardo del ventenne di allora oscilla
attraverso l’evoluzione del protagonista verso l’oggi che di quel passato continua
fortemente a risentire.
M.C.
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