Enrico Pietrangeli

Enrico Pietrangeli

sabato 24 marzo 2012

Una poesia forte e sanguigna


Una poesia a tratti forte e sanguigna che penetra con un taglio assolutamente umano passaggi religiosi di carnale spiritualità.

I molti riferimenti, a mio parere troppo espliciti, a pratiche sessuali, rendono le stesse meno intense e incisive di quanto avrebbero potuto esserlo se fossero state appena evocate e sfiorate. Spiegare meno, in modo meno chiaro, non significa sempre fare gli enigmatici o gli ermetici, ma spesso, e più sinceramente, significa lasciare più libero il lettore di capire quel che forse c'è o si può immaginare dietro le parole del poeta.

La sintassi non è banale né scontata. E' incisiva e precisa. Si colgono guizzi molto poetici e di forte coinvolgimento (Avrei potuto essere altrove/ nel cuore della notte…) dove (almeno per quanto mi riguarda) nasce una forte complicità con l'autore.

Nello stesso tempo però mi pare ci siano immagini meno felici, a partire dal titolo, immagini inflazionate, facili, di scarso effetto: … il respiro del vento, le sponde del lago, la pioggia che cade fitta, il cuore che si ferma.


Fonte:
Redazione di LN Libri Nuovi

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