Enrico Pietrangeli

Enrico Pietrangeli

sabato 24 marzo 2012

L'ineffabile moto della rigenerazione




II brulicante frusciare della decomposizione, che è ancora vita. L'ineffabile moto della rigenerazione. "Sepolcrale verme immondo/ che delle marcescenti polpe/ dimori i labirinti oscuri/ mi divorerai lento e assiduo". Ma subito dopo già: "Vorrei/ di riluttanti forme,/ dischiudere rare bellezze/ ad oziosi tepori estivi". Deterioramento e rinascita, insomma, prima che tutto diventi definitivo. Così credia­mo di addentrarci nella silloge di Enrico Pielrangeli ("Di amore, di morte", Teseo Editore, pp.58, lire 15.000), tra i due poli d'attrazione intorno ai quali ruotano tanto questioni di materia quanto di spirito. Si depositano in questi versi "1’apertura spregiudicata alle esperien­ze" (Francesco De Girolamo, nota introduttiva) ma anche i residui di un personale "inferno contemporaneo" (come, preciso, Scartaghiande rileva in quarta di copertina), comune alla generazio­ne di adolescenti cresciuta nei tardi anni '70. Una voce ferma, non propriamente disillusa, neppure nostalgica. Ancora capace di man­tenere una libertà vera, quella delle idee. (Elena Balbo)





Fonte: Storie n° 44 – rubrica Zibaldone – recensione di Elena Balbo

Nessun commento:

Posta un commento