«Tra
sensualità e malinconia e teneri pensieri «di adolescente, offeso», un ritorno,
disincantato e originale, al «disordinato archivio» degli anni settanta in una
raccolta di versi che, come scrive in una nota Gino Scartaghiande, «sa ancora
far risuonare una voce profetica nel tempio infestato dai mercanti».
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