Di amore, di morte
Per ringraziare l'autore di averci dato l'opportunità di ospitarlo tra le nostre pagine, ma anche e soprattutto perchè il libro ci è piaciuto, ecco la nostra recensione su questa raccolta di poesie. La consigliamo a tutti i nostri lettori.
E. Rossi
Di amore, di morte di Enrico Pietrangeli è un testo poetico di non immediata fruibilità. Contro alcune primarie necessità della società consumistica, tra le quali quella di precostituire il senso delle cose e istituzionalizzarne l'interpretazione; l'espressione poetica costituisce ancora uno dei più fermi baluardi.
Questo libro in parte ne è la riprova. Dopo aver metabolizzato per un qualche tempo questa raccolta di poesie si riesce a cogliere appieno la portata delle liriche e il senso del percorso
poetico percorso dall'autore. Premesso che: colazionare psichedeliche stranezze potrebbe parere una attività di primaria importanza soprattutto ai giorni nostri in cui : Fatelo passare! Il poeta - ma non solo lui - ha fretta, ci è dato di ricercare l'esito della lettura nella ricerca di nuove familiarità del pensiero.
Pietrangeli pare indurci a riflettere sulle poche certezze o meglio sulle molte incertezze della nostra vita, e lo fa quasi sottovoce, quasi non volesse disturbarci troppo salvo poi rimescolare la nostra falsa sicurezza con descrizioni quasi violente del suo voler essere carne e sangue, promessa di vita come mera anticipazione del suo disfacimento.
Ci dice :
Sono di già un fallito
col cuore allegro del giullare
e l'anima in usufrutto,
cui la morte,
amante d'ironia
tuttavia si degna
irriverentemente dilettandosi
di afferrare insaziabile
quel mio divenire
intrecciato di paglia .
(Di amore, di morte)
Cifra dello sconforto che dovrebbe affliggere tutte le coscienze sensibili al caos che viene svenduto ad ogni angolo di mondo la poesia ci deve condurre in altri luoghi. Noi nell'incerto barlume delle sue rivelazioni potremo intravedere chi siamo.
Anch'io - che come l'autore non esisto - vorrei tornarmene nel mio libro, ma purtroppo non sempre ci è dato di avverare i nostri desideri, triste allora come il poeta, ritorno alla vita nel provvisorio intermezzo tra amore e morte.
Paolo Bof
Fonte: Miroir - Vetrina del 23 Luglio 2002 di Paolo Bof
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